Jordan

Dicembre 2008

Mi sono addormentata con la testa appoggiata al finestrino, mi sono svegliata e mi sono accorta che ora voliamo sul mare. In lontananza c’è una striscia luminosa, sinuosa, è la costa. Ho alzato lo sguardo e ho visto chiarissimo il Carro, non ricordo di aver mai visto così nettamente nessuna costellazione. Le stelle sembrano essere state messe lì per me.

Non so che ore siano, sono un pò stanca e spero di atterrare nella terra dei Nabatei presto. Abbiamo preso quota, ora quella sinuosa e danzante linea di luce forma ghirigori, ricami distanti. Chissà che lingua parlano gli abitanti immersi nella maestà del silenzio notturno di queste città che dall’alto si vedono così luminose. Le luci ramate che vedo non mi aiutano a capire dove siamo. La Grecia forse?

Anche la presunta Grecia si allontana, ora siamo più che mai persi nell’oscurità. Eppure, eppure il pilota segue una via d’aria, sa dove siamo e dove stiamo andando.

Sono in Giordania.

L’aria è calda e la gente ospitale. Le persone che incontro mi insegnano i nomi dei cibi che mi portano. Mi offrono melanzane, olive, dolci al miele e pane che qui mi dicono essere quasi sacro. In questa zona tra il mare e il deserto si conservano ancora certi riti di benvenuto e mangiare insieme ha ancora un valore profondo di condivisione e di ospitalità. Persino bere insieme il caffè può significare pace.

I castelli nel deserto sono splendidi tesori nella sabbia, tra l’Arabia e l’Iraq

È sera, dalla cittadella di Amman si leva la voce del muezzin. È ora della preghiera serale e la litania che dalla moschea si diffonde per la città sino a raggiungermi mi emoziona. Queste parole, per me incomprensibili, ritmate e cantilenate nel crepuscolo, sono incantevoli, incutono reverenza e rispetto. Di fronte al mare di case bianche, alle rondini che danzano in cielo, in un cielo ormai scuro, tinto d’arancio all’orizzonte, questa voce che echeggia in tutta la città, come rimbalzasse sulla valle, mi colpisce profondamente. 

Sono le 5. Si parte alla volta di Petra. Sulla strada incontriamo moltissime stazioni di polizia e soldati. Il tesoro di Petra è maestoso, regale e colpisce molto all’uscita dal dedalo di strade nella pietra, ma ciò che lo circonda credo sia ancora più strabiliante. La natura è signora e padrona, i giochi di luce e ombre sono meravigliosi, da perdere la testa. In questo teatro dove natura e uomo si incontrano, sono i bambini i veri signori di Petra, conoscitori di ogni sentiero e di ogni segreto di questa terra antica. Mi fermo a parlare con alcuni di loro, mi mostrano sulla sabbia come si scrive il loro nome in arabo e io mostro loro come si scrive il mio. Mi sorridono e mi regalano delle pietre, sassi coloratissimi, testimoni di un tempo senza segni, trovati per terra. Normalmente cercano di vendere come souvenirs queste pietre, per un piccolo guadagno. A me decidono di regalarli. MI viene in mente il significato del dono, del regalo come strumento per creare o consolidare legami, amicizie. Sono sinceramente commossa.

Il popolo giordano è fiero e regale pur vestito spesso di polvere, lo sguardo degli uomini e delle donne è ricco di forza e quello dei bambini di vivace curiosità. 

Sono sulle rive del Mar Morto, oltre 400 metri sotto il livello del Mare. Il caldo e l’umidità sono fortissimi e persino i cammelli nei dintorni hanno un aspetto tutt’altro che salutare. 

8 dicembre. Oggi è la festa del Sacrificio. Questa festa dura circa quattro giorni e, come è facile dedurre dal nome, prevede un sacrificio di un animale a Dio. Sembra che Dio non abbia preferenze particolari, ma dato il costo e il numero, sembra che gli agnelli saranno le vittime designate per eccellenza. Lungo le strade è facile vedere in questi giorni recinti pieni di agnellini e altri animali pronti per essere uccisi, a volte direttamente in strada. 

Torno in Italia, il sole e il caldo della Giordania rimangono nella mia pelle, mentre scivolo nella nebbia e nel freddo invernale.

This slideshow requires JavaScript.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s