Salgado. Il sale della terra.

In una notte d’agosto, immagini di luce hanno preso corpo e hanno raccontato del sale della terra, di noi uomini che sappiamo rendere aridi i luoghi dove posiamo i piedi, le mani, ma che possiamo anche dare sapore a questa terra, amarla e scoprirci parte di essa.

Immagini di fame e povertà, di natura maestra, di sguardi esplosi, di sorrisi imprevisti svelati da un bianco e nero che si impone al corpo intero. Il contrasto tra il dolore di essere umani, e la felicità di imparare ad esserlo appare nelle luci e ombre delle foto che riempiono questa notte d’estate.

Le parole di Salgado lente, posate, raccontano i suoi viaggi, il suo stupore. I suoi occhi ficcati in un volto d’argento mostrano senza vergogna il suo orrore, il suo stupito e tacito dolore di fronte alle guerre, ai genocidi, di fronte a uomini che massacrano altri uomini, di fronte alla fame che porta alla pazzia.

Le foto di Salgado parlano infine anche di un amore, del suo amore per una natura che rigenera e che forse può insegnare agli essere umani a guarire. A diventare quel sale della terra che dà gusto e che non toglie vita.IMG_6720

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